L’immissione di esemplari di cinta senese sull’isola di Pianosa potrebbe effettivamente compromettere il rinnovo del riconoscimento al Parco nazionale Arcipelago toscano?

Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha conseguito il riconoscimento nel 2021 e se vorrà continuare a far parte di questa élite – che oggi conta non più di 200 siti in tutto il mondo e solo 3 in Italia -, entro il 2026 dovrà portare a termine la procedura di “re-listing” che di fatto significa dimostrare di possedere ancora tutti i requisiti necessari stabiliti dallo standard globale.

Ricordo che uno dei principi cardine della Green List riguarda proprio la capacità delle aree protette di conservare e ripristinare gli ecosistemi naturali, prevenendo e gestendo le pressioni derivanti dall'introduzione di specie alloctone o comunque estranee agli equilibri ecologici dei siti. L’isola di Pianosa costituisce un caso emblematico di successo nella conservazione della biodiversità, proprio grazie alle importanti azioni di eradicazione di specie introdotte. Tali azioni sono state proprio le best pratices che hanno consentito al parco di ottenere l’importante riconoscimento. In questo contesto, l'introduzione di esemplari di cinta Senese potrebbe apparire in contrasto con il percorso di conservazione che ha caratterizzato l'isola e rappresentare un elemento di criticità nella valutazione degli standard della Green List.