Si sta precisando il quadro delle improvvide dichiarazioni del presidente della Regione Toscana sull’introduzione a Pianosa di suini: non si tratterebbe di cinghiali ma di cinte senesi da salvare dalla possibile estinzione causata dalla peste suina.
Va fatto notare che cinghiali, maiali o cinte senesi appartengono alla stessa specie (Sus scrofa) e che quindi nulla cambia per quanto riguarda l’introduzione di una specie invasiva in un’area protetta dalla legge Italiana e dalle direttive europee.
Inoltre, è abbastanza singolare che mentre in diverse isole del mondo associazioni ambientaliste internazionali procedono alla rimozione di cinghiali e maiali inselvatichiti, si voglia immettere una “razza” nota per le sue abitudini di vita allo stato brado in un’Isola dove negli anni passati si è proceduto, tra mille polemiche, all’eradicazione di ratti, gatti, fagiani e pernici per riportare Pianosa alla sua originaria biodiversità.
Nel tentativo di difendere un’ipotesi indifendibile, malpensata e ancora peggio proposta, si dice che alla fine si tratta solo di mettere in un’area recintata e “sicura” e già esistente 9 esemplari di cinta senese selezionati, sorvolando sul fatto che non lo si fa certo perché restino 9: se si vuole davvero salvare la razza bisogna che si riproducano.













