I cinghiali sono particolarmente diffusi sia in Val Bisenzio, sia sul Montalbano e non è raro trovarli anche nelle città spinti dalla ricerca di cibo. Carmignano e Poggio a Caiano sono al momento esclusi dalle nuove direttive e non sono in zona R1Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa peste suina africana bussa alle porte e dal 21 luglio i Comuni di Prato, Montemurlo, Vaiano, Vernio e Cantagallo sono in zona di restrizione "R1", quella più "blanda" fra le tre zone, dal momento che ancora nel pratese non si sono registrati casi di trasmissione del virus, che è un pericolo mortale per cinghiali e maiali ma non si contagia all’uomo. Si sono registrati invece, ultimamente, nella provincia di Pistoia, casi di peste suina africana in un allevamento di maiali a San Marcello e questo ha fatto scattare la zona "cuscinetto" per cinque Comuni della Provincia di Prato (esclusi quindi Poggio a Caiano e Carmignano).
Cosa accade quindi adesso? A spiegarcelo è Marco Ciani, presidente di Federcaccia di Prato. "Martedì è arrivata l’ordinanza e in poche parole la caccia al cinghiale è sospesa nelle forme normali, caccia singola o braccata, e sarà sostituita dalla caccia "a controllo" che potrà essere effettuata dalla Polizia Provinciale oppure dalle squadre con un massimo di 20 cacciatori che devono essere tutti in possesso dell’articolo 37 per la caccia al cinghiale e in possesso di un altro requisito ovvero di aver fatto il corso sulla biosicurezza. È un corso della durata di due ore, con cui viene rilasciato un attestato. Il numero dei cani consentiti è di tre: devono essere cani addestrati appositamente per questa tipologia e si chiamano "cani con l’attestato di limiere".






