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11 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 15:48
Centotre focolai tra selvatici, da inizio anno, in provincia di Parma. Ventitré in quella di Piacenza. Il Parmense rappresenta il confine est del contagio nel Nord Italia, e per questo le autorità si stanno impegnando perché il virus, oltreché essere contenuto nella provincia, non si diffonda tra Modena e Reggio Emilia. Dove, peraltro, la linea di confine che corre lungo gli Appennini risulta di più complicata gestione.
La scorsa settimana gli assessori regionali Alessio Mammi (Agricoltura) e Massimo Fabi (Sanità) hanno incontrato il commissario straordinario alla peste suina africana, Giovanni Filippini, insieme ad enti locali, associazioni agricole e servizi sanitari. “Il settore suinicolo – ha ricordato Mammi – vale 20 miliardi di euro a livello nazionale, di cui cinque solo in Emilia-Romagna. Per difendere questa eccellenza è necessario agire in modo unitario. Il nostro territorio si trova lungo il fronte di espansione della malattia, in un’area appenninica complessa da difendere. Con il contenimento territoriale e il depopolamento dei cinghiali abbiamo ottenuto buoni risultati, anche grazie alla collaborazione degli allevatori che hanno attivato le misure di biosicurezza negli allevamenti, sulle quali abbiamo investito 11 milioni di euro”.








