Fucile in spalla. In provincia di Asti non si farà solo il «tiro al piccione» ma si potrà sparare anche a cinghiali, caprioli, corvidi, minilepri e nutrie. Dopo un censimento a cura del settore caccia della Provincia che ha contato 7.899 cinghiali, 568 caprioli, migliaia di corvidi, minilepri e nutrie, sono stati varati i piani di contenimento per queste specie di «selvatici».

La Provincia di Asti dichiara guerra ai piccioni: chi ha porto d’armi e permesso potrà sparargli

Cosa succede

Anche in questo caso, è necessario avere l’apposito permesso di caccia ed aver frequentato il regolare corso provinciale prima di poter sparare alla specie prescelta. In questi giorni sono partite le serate di approfondimento per ottenere il permesso di abbattimento per le nutrie.

La nutria, animale originario del Sudamerica era stato introdotto nella pianura padana a seguito della moda delle pellicce. Il famoso «castorino selvaggio» con cui si producono capi di abbigliamento, altro non è che pelliccia di nutria. Con la chiusura di molti allevamenti, gli animali scampati si sono riprodotti in natura.