Il Mose tiene all’asciutto e salva Venezia, ma rischia di uccidere l’ecosistema della Laguna, che con i suoi 550 chilometri quadrati è la più vasta del Mediterraneo. Il timore aleggia da sempre sul progetto delle barriere mobili alle bocche di porto, che se impediscono al mare di entrare con tutta la sua forza oltre le isole del Lido e di Pellestrina, hanno l’effetto non secondario di impedire il naturale ricambio di acqua e sedimenti, con ciò che comporta in termini di sopravvivenza delle barene. L’allarme si è tradotto in uno studio pubblicato dalla rivista “Nature Water” e realizzato da un’équipe di ricercatori dell’Università di Padova che fa capo al dipartimento di Geoscienze. Hanno contribuito al lavoro i dipartimenti di Territorio e Sistemi Agro-Forestali e di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, oltre all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e nonché l’Università inglese di Southampton. L’indagine ha preso l’avvio da una considerazione ormai nota: la mancanza delle paratoie, come sta dimostrando l’esperienza iniziata nel 2020, condannerebbe Venezia ad essere periodicamente sommersa, ma il loro utilizzo prolungato causa effetti, anche gravi, sull’ambiente lagunare. È possibile una via di mezzo, un calcolo preventivo che ottimizzi i benefici, senza esaltare gli effetti negativi? “Le chiusure riducono l’apporto di sedimenti alle barene, ambienti ricchi di biodiversità che accumulano carbonio, attenuano il moto ondoso e crescono verticalmente grazie ai materiali depositati durante alte maree e mareggiate. Le barene sono formate da una vegetazione alofila, resistente alle acque salmastre, che opera la fotosintesi e cattura il carbonio dell’anidride carbonica trasformando il tessuto vegetale. “Sono importantissime, più efficaci delle foreste” spiega a ilfattoquotidiano.it il professore Andrea D’Alpaos, ingegnere idraulico, coordinatore del gruppo di lavoro padovano.
Il Mose salva Venezia ma distrugge la laguna: cosa dice lo studio
Le barriere del Mose proteggono Venezia, ma riducono sedimenti e barene. Lo studio dell'Università di Padova su Nature Water.








