​VENEZIA A un paio d’anni dall’insediamento del presidente Roberto Rossetto cambia passo l’Autorità per la laguna di Venezia. Personale in pianta stabile, finanziamenti dal ministero, parere favorevole della commissione collaudi al Mose e il trasferimento dalla Regione Veneto delle funzioni amministrative di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca), un riconoscimento del ruolo dell’Autorità nella tutela della laguna di Venezia. Dopo la dichiarazione di piena operatività del 12 febbraio scorso, l’ente attraversa ora una fase transitoria che finirà il 31 dicembre con la conclusione dei rapporti residui del Provveditorato.

La macchina inizia quindi a rodare tra luci e ombre, queste ultime legate ai tempi non rispettati sul completamento delle opere accessorie e del ripristino ambientale. «L’analisi trasmessa dal Consorzio Venezia Nuova evidenzia ritardi di 1200 giorni rispetto alla programmazione approvata dal Cipess: rimangono ancora da realizzare lavori per oltre 300 milioni di euro» spiega Rossetto che le fila dei traguardi raggiunti e delle criticità da superare nei primi ventiquattro mesi di attività. Annuncia come sia «da rivedere il cronoprogramma 2026 e da valutare la capacità di reggere del Consorzio Venezia Nuova». Perché si parla di ritardi di quasi quattro anni, impossibili quindi da recuperare. Per questo l’ente conta di attuare «un monitoraggio costante dell’avanzamento dei lavori con l’obiettivo di contenere ulteriori slittamenti e garantire il rispetto delle nuove scadenze». Partendo dalla necessità di assicurare continuità alle risorse economiche: stimato in 120 milioni il fabbisogno annuo sulla base di una programmazione triennale già approvata dal Comitato di gestione il 7 luglio. In questa stessa data è stato validato anche il piano industriale della società in house - la Mose Engineering srl - composta da 147 tecnici e specialisti e con un costo annuo di 18 milioni di euro.I FINANZIAMENTI Una soglia, quella dei 120 milioni, ancora lontana da raggiungere. L’approvazione del 64esimo atto attuativo, da parte del comitato consultivo dell’Autorità, mette a disposizione una prima quota di 12 milioni di euro - sui 24 stanziati per il 2026 - per garantire continuità di gestione e manutenzione del Mose. Un ulteriore passo verso la piena gestione del sistema è il 65esimo atto attuativo sottoscritto tra Autorità della laguna e il Consorzio Venezia Nuova: un investimento di 34,1 milioni di euro, di cui 3,3 per manutenzione delle bocche di porto, 16,13 per interventi straordinari e 8,6 per la riqualificazione delle paratoie di scorta. In questo pacchetto rientra anche la progettazione nell’area ex Pagnan di Porto Marghera di un polo logistico e industriale per la manutenzione delle 78 paratoie, il deposito ricambi e la gestione dei mezzi operativi. «Un’altra tappa di arrivo significativa è il giudizio conclusivo della Commissione collaudo - aggiunge Rossetto - un collaudo avvenuto mentre il Mose era operativo e non solo attraverso sperimentazioni». Il documento ancora in bozza è già nella stesura definitiva.GLI INTERVENTI In questo periodo di interregno anche gli interventi sono divisi tra Provveditorato per le opere pubbliche e Autorità della Laguna. In capo al primo il ripristino dei danni da acqua alta nelle sedi di questura, prefettura e caserma dei vigili del fuoco; realizzazione dei margini a Punta Sabbioni e Cavallino Treporti e scavo del canale dei Laghini in Sacca del Toro a Chioggia. Sono invece di competenza dell’Autorità il ripristino del muro della questura di Santa Chiara crollato lo scorso gennaio; la rimozione del sedime che impedisce di navigare nel canale di Campalto e il ripristino dei segnali degradati lungo il canale Silone a Quarto d’Altino e nella laguna di Venezia.