Le barene viste dall'alto. Foto: Massimo Pistore
Salvare Venezia (e gli altri centri abitati lagunari) dagli eventi di acqua alta e, al tempo stesso, proteggere concretamente le barene. Garantire la sicurezza urbana e, insieme, tutelare l'ecosistema lagunare, prezioso e fragile. Questi i presupposti e gli obiettivi di una ricerca dell'ateneo di Padova dedicata alla gestione del sistema Mo.S.E. L'innalzamento del livello del mare minaccia le aree costiere basse dove risiede l'11% della popolazione urbana mondiale. Il crescente rischio idrogeologico rappresenta un pericolo concreto per la resilienza, il benessere e dunque il futuro delle persone, rendendo urgenti riflessioni e strategie di adattamento. Il trasferimento verso zone più sicure risulta impraticabile in molti contesti: dove la rilocazione non è un'opzione ci si affida a soluzioni ingegneristiche flessibili, come le barriere e le paratoie mobili anti-mareggiata che si sollevano per mantenere l'acqua sotto i livelli d'allarme. Nel mondo si contano 18 grandi opere di questo tipo: si tratta di sistemi efficaci per proteggere le aree urbane dalle inondazioni ma con un evidente impatto sull'idrodinamica e sull'ecogeomorfologia degli ecosistemi costieri. In questo scenario si inserisce una nuova ricerca condotta con l'obiettivo di analizzare la gestione del Mo.S.E. nei suoi primi anni di esercizio. Naturale evoluzione di ricerche già avviate nel 2021 e 2022, lo studio Reconciling flood-risk reduction and wetland resilience behind coastal floodgates, recentemente pubblicato su Nature Water, è stato coordinato dal dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova, in collaborazione con i dipartimenti di Territorio e Sistemi Agro-Forestali e Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell'ateneo, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e l'Università di Southampton. Dei risultati ottenuti e delle future opportunità di approfondimento e indagine abbiamo parlato con Alessandro Michielotto, primo autore e assegnista di ricerca a Geoscienze. "Studi precedenti avevano già evidenziato come le chiusure del Mo.S.E., pur essendo fondamentali per proteggere Venezia, possano influire sul funzionamento dell'ecosistema lagunare e, in particolare, sulle barene, superfici pianeggianti ricoperte da vegetazione alofila, periodicamente sommerse dalle alte maree e situate poco al di sopra del livello medio del mare", spiega Michielotto a Il Bo Live. Leggi anche Le chiusure del Mose hanno effetti negativi sull'ecosistema lagunare






