Caro direttore, che il Mose sia un'opera che ha sperperato milioni di euro è indubbio. Quando l'allarme sull'innalzamento del livello del mare e le previsioni erano ormai un fatto accertato, si è optato per la costruzione di un'opera che già all'inizio era superata. Nell'arco dei secoli, da quando nella laguna ci furono i primi insediamenti, variazioni climatiche devono essere state molteplici. Eppure i veneti e la Repubblica di Venezia posero in opera artifizi che proteggessero la città sempre più splendida.

E allora? Se Venezia fosse rimasta indipendente, e consultando tutti gli archivi relativi alle opere di contenimento, i nostri avi avrebbero già trovato le soluzioni per salvare questa città ridotta ormai a museo e a botteghe di paccottiglia.

Dario Verdelli

Spresiano

La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti