È occupato full-time a tempo indeterminato in un’azienda che gestisce lavori di riqualificazione energetica per condomini ed immobili privati. Le sue principali passioni sono la musica e ha studiato canto per 14 anni. Si chiama Gabriele Vailati, 31enne con Atrofia muscolare spinale (Sma) di tipo 2 e per muoversi utilizza una carrozzina a motore elettrico. Da sempre, insieme alla madre, combatte per poter costruirsi una vita indipendente con i relativi sostegni economici aggiuntivi al suo reddito da lavoro e alla pensione della mamma per poter pagare l’assistenza personale domiciliare h24.

Vuole continuare a vivere nella propria casa senza dover essere assistito in una struttura residenziale contro la sua libertà di scelta. Vailati vive insieme alla madre a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. È stato, tra le varie cose, un giocatore di powerchair hockey con gli Sharks Monza. Ha scritto anche una lettera-appello di protesta per chiedere che gli venga data la possibilità di avere un Progetto di vita indipendente. “Il costo degli assistenti e degli operatori che dovrebbero garantirmi l’idonea assistenza continua”, scrive, “può raggiungere complessivamente i 5mila euro mensili, risorse economiche che io e mia madre non abbiamo”. Ilfattoquotidiano.it sta facendo una serie di interviste sulla disabilità in Italia per dare voce ai protagonisti e ha deciso di fargli alcune domande.