ROVERETO. Prigioniero dentro casa per colpa di un ascensore guasto. Un disagio che perdura già da una settimana - e non è dato sapere, al momento, quando si risolverà - e che rende quasi impossibile la vita a Michel Cescatti, costretto su una carrozzina per via della disabilità che lo accompagna fin dalla nascita. L'ascensore rappresenta la sola via di uscita dall'appartamento in cui vive, al terzo piano del condominio Itea in via in via Giovanni a Prato a San Giorgio.

Per uscire di casa al mattino, e recarsi al lavoro, deve fare affidamento sulla grande generosità e disponibilità dei suoi colleghi, che a braccia lo prelevano e accompagnano lungo le scale fino al piano terra e poi all'esterno del palazzo. La sera, invece, per poter rientrare nel suo appartamento si affida alla forza e alla bravura dei vigili del fuoco volontari di Rovereto, ovviamente al netto di eventuali emergenze che lo farebbero scalare nell'elenco delle priorità.

«Ma è una situazione che non può durare a lungo - commenta sconsolato Michel, con al fianco Renzo Bonafini -, non è pensabile che si possa continuare così per troppo tempo, non posso certo contare per sempre sulla disponibilità degli altri. Purtroppo, allo stato attuale non si conoscono le tempistiche di risoluzione del problema che ha bloccato l'ascensore». Il guasto, come detto, risale a una settimana fa. A raccontare l'accaduto è lo stesso 38enne impiegato in un'azienda della zona: