di
Tiziano Grottolo
Rovereto, l'impianto non è ancora stato riparato. Il 38enne Michel Cescatti è anche un atleta di pallacanestro in carrozzina: «Vivo da solo e sono abituato a essere autonomo, non posso continuare a contare sulla disponibilità degli altri»
È una vicenda kafkiana quella che vede suo malgrado coinvolto Michel Cescatti, 38enne residente nel quartiere San Giorgio di Rovereto. Fin dalla nascita Cescatti convive con una disabilità che lo vede costretto su una carrozzina; non per questo, però, è meno autonomo. Questo almeno fino a quando l’ascensore del suo palazzo — il condominio Itea di via Giovanni a Prato — non si è rotto. «Era il giorno del mio compleanno — racconta — il 17 luglio, quando una persona è rimasta bloccata all’interno dell’ascensore. I tecnici del pronto intervento l’hanno liberata, ma da quel giorno l’impianto ha smesso di funzionare a causa del guasto che ne aveva causato il blocco». Così per Cescatti è iniziato un calvario.
L'aiuto dei colleghi e dei pompieri«Abito al terzo piano e ogni giorno vado al lavoro, tuttavia senza l’ascensore uscire di casa diventa un’impresa». Il 38enne si trova a dipendere dalla buona volontà di amici e conoscenti. «Devo ringraziare i miei colleghi che ogni mattina mi portano a braccia fino al piano terra, mentre la sera mi aiutano i vigili del fuoco di Rovereto, sia i volontari sia i Permanenti». Della vicenda si è interessato anche il consigliere circoscrizionale, Renzo Bonafini, che in più occasioni ha aiutato Cescatti a scendere le rampe di scale. «Nel condominio ci sono anche altre persone anziane per le quali l’ascensore è fondamentale, proprio per questo andrebbe riparato al più presto», sottolinea il consigliere.










