Gallarate, 24 luglio 2026 – Il suo assistente si è dovuto assentare a inizio luglio per motivi personali. A quel punto Michele Sanguine ha trovato davanti a sé il vuoto: “Non mi è stato possibile ingaggiare un sostituto che potesse dare una mano a mia madre nell’assistermi”. La sua vicenda unisce un problema generale, vale a dire la mancanza di personale nelle professioni di cura, e un problema particolare, vale a dire la mancanza di personale nelle professioni di cura che abbia anche competenze sulla disabilità. Michele rimarca poi un altro aspetto: “Mancano assistenti con la patente di guida”.
La patologia
Michele ha 41 anni e convive con una disabilità gravissima dovuta alla distrofia muscolare di Duchenne, una patologia per la quale non c’è una cura, che colpisce i muscoli e toglie ogni possibilità di muoversi in autonomia.
Si sposta su una carrozzina che abbandona solo quando dorme, quando va a letto. È una carrozzina elettrica, personalizzata: “La guido appoggiando il labbro inferiore sul joystick – spiega –. È munita di pelotte che mi tengono ferme le tempie e la testa, che altrimenti andrebbe per i fatti suoi, e di altre dotazioni per il fianco sinistro”.
Una carrozzina di questo tipo richiede una manutenzione quotidiana perché diverse parti, dalle pelotte per le tempie fino alle pedane poggiapiedi, devono essere regolate ogni mattina con viti e cacciaviti per garantirgli la postura migliore. “Basta che uno solo di questi componenti si sposti o si adagi di qualche millimetro perché io abbia problemi”.










