‘Pronto badante’ è il progetto toscano che dal 2016 in tutta la regione offre un aiuto rivolto alle persone ultrasessantacinquenni e alle famiglie quando si trovano per la prima volta ad affrontare una situazione di fragilità o disagioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Eleonora RosiSIENAAveva bisogno di aiuto per poche settimane, il tempo necessario per riprendersi da un intervento chirurgico e tornare a fare da sola le attività quotidiane. Ma per Sandra Cardinali, 65 anni, il percorso per accedere al servizio ’Pronto Badante’, si è trasformato in una lunga serie di telefonate, spiegazioni e porte che non si aprivano. "Dopo l’intervento mi era stato detto che non potevo fare alcuna attività in casa - racconta Cardinali -. Ho chiamato l’assistente sociale, che mi ha chiesto se fossi autonoma nell’igiene intima. Le ho risposto di sì, ma che contemporaneamente non potevo passare il mocio, l’aspirapolvere, fare la lavatrice, nulla. Mi ha quindi detto che non sarei rientrata nella procedura regionale" Qui il primo ostacolo che, solo dopo ulteriori segnalazioni, Sandra riesce a superare.

"Dopo aver detto di voler chiamare la stampa l’assistente sociale mi ha detto che sarei stata contattata dal servizio Pronto Badante, a cui ho fatto richiesta il 30 giugno - spiega Cardinali -. Successivamente sono stata contattata da una lavoratrice della clinica Rugani. Mi ha scoraggiato e si è proposta lei a pagamento. Mi chiedo: se una persona ti contatta per conto del Pronto Badante e poi si propone privatamente a pagamento, non c’è un evidente conflitto di interessi? A me pare proprio di sì". Anche in questo caso quindi la telefonata non chiude la vicenda, anzi ne dà il via ad una nuova fase.