Il figlio della donna: "Un percorso estenuante con tante situazioni critiche"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna giornata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Mazzoni può diventare un percorso estenuante, soprattutto quando a viverlo è un’anziana di 80 anni reduce da una caduta. È quanto racconta un cittadino che, dopo l’esperienza vissuta con la madre, ha deciso di scrivere una lettera aperta ai vertici dell’Ast di Ascoli Piceno, chiedendo un intervento immediato per migliorare condizioni e organizzazione del servizio.
La donna è arrivata al Pronto soccorso sabato 1° agosto alle 9.15. "Mia madre è stata accettata al triage intorno alle 10", spiega il figlio, "e da lì è iniziata un’attesa che definire interminabile è poco". La radiografia è stata eseguita alle 21, la dimissione è arrivata alle 23. "Quasi 14 ore seduta su una carrozzina, con una spalla fratturata. Per una radiografia. È inaccettabile".
Il racconto prosegue con una descrizione dettagliata delle condizioni della sala d’attesa. "L’ambiente era angusto, con pochi posti a sedere e aria pesante. Nessuno è passato a distribuire acqua o a verificare se i pazienti avessero bisogno di qualcosa. Chi non poteva usare i distributori automatici restava semplicemente senza".







