Più di una Odissea. Dopo 20 anni di avventure e servizi negati, la vita di Gabriele Forcello, disabile di 71 anni approda (proprio novello Ulisse) a Trinitapoli. I servizi sociali di Bari, d’intesa con l’Unita di valutazione multidisciplinare del Distretto socio sanitario unico dell’Asl di Bari, lo hanno mandato, previo nulla osta dell’Asl Bat, presso la rsa «Domus Lauretana» di Trinitapoli.

«Ma senza i necessari ausili e farmaci - lamenta Forcello -. Io sono un obeso grave, peso 180 chili, ho il diabete e l'ipertensione, i reni molto deboli, non sono autosufficiente».

Alla rsa si rendono conto subito che per il peso e le dimensioni, il signor Forcello ha bisogno di un largo letto bariatrico, un sollevatore elettrico per il trasferimento di disabili da letto a carrozzina, un materasso anti decubito. «Tutti strumenti che per anni ho chiesto alla Asl di Bari senza successo».

In pratica è stata trovata una sistemazione, ma sembra quasi uno scarica barile da un posto all'altro. Attualmente, presso la rsa di Trinitapoli vengono impegnati quattro oss per il trasbordo dal letto alla carrozzina. L’amministrazione della Domus Lauretana, resasi conto di non poter garantire permanenza e qualità di vita dignitosa a Forcello, ha già da tempo informato l'amministratore di sostegno, Eugenio Scagliusi, della «impossibilità, attuale, della struttura di gestire un paziente di tale portata, perché priva della protesica necessaria e urgente», chiedendo di «provvedere, entro pochi giorni, a trovare una sistemazione in altra struttura, declinando ogni responsabilità per le cure, perché in totale assenza dei farmaci vitali per le sue patologie».