La traversata lunga 16 ore al Pronto Soccorso di Nuoro di Vincenza Ruggiu: novantenne cardiopatica. La donna è arrivata in Pronto Soccorso alle 11 dello scorso sabato ed è stata dimessa alle 2 del mattino del giorno dopo.
Le temperature di questa estate di fuoco le hanno causato una ipotensione severa, nausea, inappetenza e forte disidratazione. Dall'arrivo alle 12 soltanto alle 17 l'accesso al triage, dove è stata valutata "codice azzurro", ovvero urgenza differibile che richiede una presa in carico rapida e prestazioni complesse. Il tempo massimo di attesa previsto dal protocollo per il codice azzurro è di 60 minuti. Ma nella realtà, complicatissima e spaventosamente in affanno del Pronto Soccorso nuorese e del Sistema sanitario, sono diventati quattro ore.
Ore lunghe, passate ad aspettare che la porta del reparto si aprisse e qualcuno chiamasse finalmente il suo nome. Ore interminabili su una carrozzina che col passare del tempo diventava più scomoda con il bisogno di sgranchirsi o allungare le gambe; sentire più forte dolore alla schiena, al collo, alla testa, e poi le necessità di idratarsi o forzarsi di mangiare qualcosa per far salire la pressione. Così l'anticamera di un Pronto Soccorso finisce con l' assomigliare a un un bivacco.







