Pietro Argentieri, 51 anni, ingegnere informatico, lavora al Politecnico e vive a BustoMilano, 8 luglio 2026 – Pietro Argentieri non ha scelta. Ingegnere informatico di 51 anni, dipendente del Politecnico di Milano, Pietro non può scegliere dove sedersi quando sale sul treno. Per chi, come lui, convive con una disabilità, per chi si muove su una sedia a rotelle, i posti sono obbligati e pure contati. Oltre a non aver scelta, Pietro finora non ha avuto risposte.
Perlomeno, non risolutive, non degne di essere definite tali. Le ha chieste via mail a Trenord e via telefono ad Atm, le due aziende del trasporto pubblico alle quali si affida per percorrere la distanza tra la stazione ferroviaria di Busto Arsizio e il Politecnico: solo 37 chilometri.
Ma possono diventare una via crucis. Lo sono diventati più volte. Per questo Pietro si è rivolto a Trenord e Atm. Ha scritto alle associazioni Ledha e “Vorrei Prendere il Treno“. Problemi diversi ma con un comune denominatore: la mancanza di accessibilità.
I disagi
Per quanto riguarda Trenord, il problema è l’occupazione dei posti e degli spazi riservati ai passeggeri in sedia a rotelle. In corrispondenza di questi spazi c’è un maniglione ai quali i passeggeri in sieda a rotelle possono attaccarsi mentre il treno è in marcia.









