SPINEA - I soldi non le bastano per pagare tutte le spese: bollette, cibo, spese quotidiane e affitto diventano insostenibili. E così, M.A. (nome fittizio) si trova alla porta una lettera di sfratto, e le certezze crollano. Entro pochi giorni dovrà lasciare il suo alloggio senza, a quanto sembra fino ad ora, avere la possibilità di una proroga, avendo nella propria famiglia anche una persona con disabilità. Una situazione delicatissima, data la fragilità del contesto e delle persone coinvolte, ora prese in carico dall'ufficio Servizi Sociali di Spinea, comune di residenza della donna. I fatti risalgono alla metà di ottobre, quando viene depositato in comune l'atto di preavviso sloggio, termine tecnico per uno sfratto imminente, l'inizio ufficiale della fase esecutiva dello sloggio della casa. In pratica, un ufficiale giudiziario si reca all'abitazione e non trovando sul posto il residente (o se quest'ultimo si rende irreperibile o si rifiuta di presentarsi all'ingresso), lascia attaccata alla porta la lettera di avviso. Arrivata a questo punto, la donna ha chiesto una proroga al proprietario, data la sua situazione di difficoltà, ma questo non sembra disposto a concedere ulteriore tempo: per lei, madre di una persona con disabilità, l'avviso sembra essere indiscutibile, dovrà lasciare l'alloggio entro una decina di giorni.
Mamma sfrattata di casa con il figlio disabile: «Abitiamo in questo appartamento da 20 anni. Una sofferenza lasciarlo, ma non riuscivo più a pagare»
SPINEA - I soldi non le bastano per pagare tutte le spese: bollette, cibo, spese quotidiane e affitto diventano insostenibili. E così, M.A. (nome fittizio) si trova alla porta una lettera...






