CASTELFRANCO (TREVISO) - «Mia figlia ha 23 anni, due bambini piccoli, un contratto di apprendistato, un compagno che non è quasi mai presente e soffre di crisi epilettiche. Ora ha un debito di 16mila euro e verrà sfrattata dall'appartamento in cui vive».

A chiedere aiuto è Monica, mamma di cinque figlie (tre vivono ancora con lei), preoccupatissima per una di loro, Nicole, 23enne, attualmente in netta difficoltà economica e con due figli piccoli di un anno e di pochi mesi a suo carico. La giovane, seguita da un assistente sociale di Castelfranco Veneto, occupa ancora senza alcuna autorizzazione l'appartamento popolare che era stato assegnato anni fa alla madre, che nel frattempo ha perso il diritto di abitarvi avendo acquistato una casa di proprietà.

La procedura prevede che gli alloggi popolari vengano assegnati seguendo le graduatorie ufficiali, e che ci sia un tempo tecnico minimo (circa un mese) per esaminare le domande. In questo periodo, per legge, la figlia in caso di necessità dovrebbe trasferirsi nella casa della madre, parte del suo nucleo familiare. «Non ci sono alloggi disponibili per mia figlia e noi non possiamo permetterci 800 euro di affitto» continua Monica, che sottolinea quello che secondo lei è un paradosso: nel quartiere ci sarebbero otto appartamenti vuoti, compreso quello che la figlia occupa. La famiglia si è rivolta anche al Sunia (sindacato inquilini), senza ottenere una soluzione. «Non chiediamo soldi, solo di poter continuare a vivere in una casa vuota da anni. Chiedo aiuto per loro, perché possano crescere senza la paura che qualcuno venga a portarli via. Non ce la facciamo più».