SACILE - Le parole assumono un significato diverso a seconda di chi le usa o le ascolti. Ad esempio "Urgente" in un ufficio può voler dire che serve in giornata. In una consegna magari è una settimana. Per Gabrielle "urgente" significa che finché non risolverà, rimarrà inchiodata in casa, impossibilitata a dare a suo figlio Davide le cure di cui ha bisogno. Succede dallo scorso 5 gennaio, «quando si è rotto il montascale».

Lui, 36enne, è da tempo costretto su una carrozzina quale conseguenza di un gravissimo incidente stradale. Muove a malapena le braccia, per nulla le gambe e la sua condizione non migliora certo col tempo. «Tra la porta di casa e l'uscita dalla palazzina dove abitiamo - racconta mamma Gabrielle - ci sono 16 scalini. Per affrontarli abbiamo un montascale con i cingoli dotato di batterie e pistone. Per me sarebbe impossibile altrimenti portare su e giù i 100 e rotti chili che sono la somma del peso di Davide e della sedia». Un vero e proprio macchinario salvavita, dunque, che però è inservibile. Lunedì sera per salire quelle scale Gabrielle ha chiesto e ottenuto l'aiuto degli angeli rossi, i Vigili del Fuoco.

«Il giorno dopo era festa, non si è potuto fare nulla, il 7, mercoledì, ho telefonato al Distretto. L'ufficio protesico e il fisioterapista sono eccezionali, sanno il loro mestiere. Spiego che da lì a un paio di giorni dovrò recarmi a Udine per le cure contro il dolore a cui si sottopone mio figlio. Non possiamo mancare e purtroppo nemmeno spostare l'appuntamento. Il dolore non va per appuntamento».