Alcune semplici regole potrebbero diminuire sensibilmente il numero di vittime degli annegamenti in Italia, che sono tendenzialmente stabili negli ultimi 20 anni e che nel biennio 2024-25 sono state oltre 600. A suggerirle, in occasione della Giornata mondiale per la Prevenzione degli Annegamenti, proclamata dall'Onu per il 25 luglio, sono gli esperti dell'Istituto superiore di sanita.

Al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico, non lasciate mai i bambini senza il vostro costante controllo neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. Sapevate che in Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni?. Nominate un sorvegliante dell'acqua, una persona che abbia come unico compito quello di guardare chi è in acqua senza distrazioni.

Se avete una piscina domestica o condominiale fatela recintare in modo che i bambini non possano accedere senza essere accompagnati (nei paesi dove lo fanno la mortalità dei bambini è stata praticamente azzerata).

Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare e acquisire acquaticità, cioè mantenersi a galla, respirare, orientarsi e gestire la fatica.

Non fate il bagno quando è issata la bandiera rossa, comunque se il mare è mosso (nelle spiagge libere non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo). Fare il bagno con il mare mosso mette a repentaglio la vita vostra e degli eventuali soccorritori. Sapevate che l'80% degli annegamenti riguarda i maschi? In media ogni anno muoiono 106 maschi e 17 femmine di età compresa tra 15 e 60 anni. Questi annegamenti sono spesso associati a comportamenti spavaldi e sottovalutazione del pericolo. Ci sono modi più sani per dimostrare abilità e coraggio.