Negli ultimi dieci anni oltre 3 milioni di persone sono annegate (soprattutto bambini e giovani), vale a dire più di 30 morti ogni ora. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che definisce l’annegamento una delle principali cause di morte a livello globale. Molti casi avvengono in acque libere dove anche i nuotatori esperti non sono immuni dai pericoli. Uno studio della Norwegian University of Science and Technology (Ntnu) ha analizzato le capacità natatorie di chi ha seguito un corso: in piscina 8 alunni su 10 dimostrano sufficienti competenze di base, ma all'aperto la percentuale si riduce a 3 su 10. In occasione della Giornata mondiale della prevenzione dall'annegamento (25 luglio), promossa dall'Onu e sostenuta dall’Oms, abbiamo chiesto come nuotare in modo sicuro a Massimo Giuliani, direttore tecnico della Nazionale di nuoto in acque libere dal 1993 al 2020, con 50 medaglie mondiali all'attivo sotto la sua direzione, e coordinatore Area Toscana Ovest per la Federazione Italiana Nuoto sezione nuoto per salvamento.
Dal colpo d'acqua al mal di mare, quali sono i rischi per un nuotatore? Anche i più bravi possono annegare
L'Oms conta 3milioni di morti negli ultimi dieci anni (soprattutto bambini e giovani) e nella Giornata mondiale per la prevenzione dell'annegamento promuove una campagna informativa per mettere in guardia dai pericoli. Condizioni fisiche, stress psicologico, errori da evitare: i consigli dell'allenatore dei campioni, Massimo Giuliani






