Con l'arrivo dell'estate e l'aumento delle giornate trascorse in spiaggia, al lago, lungo i fiumi o in piscina, cresce anche il numero degli incidenti in acqua. L'annegamento continua a rappresentare una delle principali cause di morte accidentale, spesso provocato da disattenzione, imprudenza o dalla sottovalutazione dei pericoli. Un fenomeno che riguarda persone di tutte le età e che richiama l'importanza della prevenzione, del rispetto delle norme di sicurezza e della vigilanza costante, soprattutto nei confronti dei bambini.
Mare, fiumi, laghi e piscine. Il 25 luglio di ogni anno si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione dell'annegamento, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2021. Essa rappresenta un momento di cruciale sensibilizzazione globale verso una delle principali cause di mortalità accidentale.
Secondo i dati epidemiologici dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo si registrano 300.000 decessi per annegamento ogni anno, con un'incidenza particolarmente critica nella fascia di età compresa tra 1 e 14 anni.
Dal 2019 è istituito presso il ministero della Salute l'Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti ed incidenti in acque di balneazione. La relazione annuale per il biennio 2024-2025, pubblicata dall'Istituto Superiore di Sanità, registra oltre 600 annegamenti, prevalentemente di soggetti maschi, avvenuti quasi equamente in mare, soprattutto spiagge libere, e nelle acque interne.












