Ogni estate la stessa storia: il mare, il lago, la piscina. Il caldo e la voglia di tuffarsi. Ma, in mezzo a tutta questa leggerezza, tornano puntuali una serie di incidenti, quasi sempre evitabili. Ogni estate, purtroppo, in Italia, gli annegamenti sono centinaia. E non avvengono in condizioni estreme o durante imprese sportive, ma nell’acqua di tutti i giorni, quella delle vacanze. L’Istituto Superiore di Sanità monitora questi dati da anni e la cosa che colpisce di più non è il numero in sé: è che resta sempre uguale. Come se non imparassimo mai davvero.

Annegamenti estivi: il malore improvviso è la causa più frequente

Va detto subito, per la precisione, che non è solo la disattenzione la causa degli incidenti. La motivazione più frequente di annegamento, infatti, è il malore improvviso in acqua. Un calo di pressione, un problema cardiaco, una sincope. Il corpo entra in acqua in apparente buona salute e non riesce più a uscirne. È una cosa che succede quasi senza accorgersene, spesso a pochi metri dalla riva.

La prima regola è valutare le proprie condizioni di salute

L’ISS raccomanda di valutare sempre le proprie condizioni di salute prima di fare il bagno, soprattutto nelle giornate più calde e dopo i sessant’anni. Questo non significa rinunciare al mare o andarci con la paura: significa andarci con un po’ più di consapevolezza. Evitando gli sforzi eccessivi, non tuffandosi quando ci si sente stanchi o dopo aver mangiato, scegliendo le ore meno torride.