| 12 Giugno 2026 14:02 |

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(Adnkronos) –

In Italia sono stati oltre 600 i casi di annegamento nel biennio 2024-2025, in prevalenza di maschi e quasi equamente divisi tra mare, soprattutto nelle spiagge libere, e acque interne. A scattare la fotografia è la relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione, istituito dal ministero della Salute nell’ottobre del 2019. Alla stesura del report hanno partecipato ministero, Istituto superiore di sanità (Iss), Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), Corpo delle Capitanerie di Porto, Gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero (Gnrac), Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Società nazionale di salvamento e ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il rapporto è stato presentato oggi a Roma durante un convegno nella sede dell’Iss.

Nei 2 anni considerati – riporta l’istituto – sono 604 gli annegamenti fatali censiti da una raccolta sistematica delle notizie di cronaca realizzata tramite tecniche di web scraping dall’Iss. Il fenomeno è nettamente maschile: nei casi per i quali è specificato il genere, i maschi sono la maggioranza con 482 casi, pari all’80,7%. Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa il 23% bambini e giovani fino a 24 anni, mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all’età dei soggetti annegati.