ROMA. Sono 604 gli annegamenti mortali registrati in Italia nel biennio 2024-2025, con una netta prevalenza di vittime di sesso maschile e un numero significativo di episodi avvenuti in mare, laghi e fiumi. È quanto emerge dalla relazione dell'Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti, elaborata dall'Istituto superiore di sanità (Iss) in vista della Giornata mondiale della prevenzione dell'annegamento, in programma il 25 luglio 2026.
Nel dettaglio, gli annegamenti sono stati 263 nel 2024 e 341 nel 2025. Tra questi, 37 sono avvenuti in piscina, un dato definito rilevante dall'Iss perché interessa soprattutto bambini e adolescenti.
L'analisi evidenzia inoltre che circa il 30% delle vittime aveva più di 65 anni, mentre il 23% era costituito da bambini e giovani fino a 24 anni. Nel 3% dei casi non è stato possibile accertare l'età. Il fenomeno riguarda prevalentemente gli uomini: nei casi in cui il genere è noto, i maschi sono 482, pari all'80,7% del totale.
La quasi totalità degli annegamenti, il 93%, è avvenuta in mare, laghi e fiumi. In particolare, 281 episodi si sono verificati sulle spiagge libere, mentre 277 nelle acque interne. Secondo l'Iss, l'adozione di semplici regole di prevenzione potrebbe contribuire a ridurre un numero di vittime che, negli ultimi vent'anni, è rimasto sostanzialmente stabile.











