A distanza di oltre 30 anni dalla legge 257/1992 che ne ha vietato l’utilizzo, l’amianto in Italia continua a mietere vittime: secondo le ultime stime fornite dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona), si contano nel Paese circa 7mila morti nell’ultimo anno, osservando tutte le neoplasie associate all’amianto. Lungo lo Stivale si stima ci siano ancora più di 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto da bonificare, di cui più di 34 milioni in matrice compatta (il resto in matrice friabile), distribuiti in più di 40mila siti e in più di un 1 milione di micrositi.
In questo contesto di “eterna emergenza”, la viceministra dell’Ambiente Vannia Gava ha presieduto questa settimana la riunione del Tavolo di coordinamento interistituzionale sulle problematiche relative all’amianto: il Tavolo è tornato così operativo con il nuovo assetto, che ne ha trasferito il coordinamento al dicastero dell’Ambiente. Insieme a Gava hanno partecipato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, la viceministra del Lavoro Maria Teresa Bellucci, la sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, oltre a rappresentanti del ministero della Salute, delle Regioni e dei Comuni.
«L’auspicio è che questo Tavolo – dichiara Gava – diventi una sede permanente di confronto operativo, non soltanto per favorire lo scambio di informazioni tra le amministrazioni, ma anche per individuare priorità comuni e promuovere azioni condivise, rendendo sempre più efficace l’azione pubblica nella tutela della salute, dell’ambiente e della sicurezza dei lavoratori».












