Duemila chilogrammi di amianto avvelenano tutta la “area a caldo” dell’ex-Ilva di Taranto: fibre killer si trovano nelle tubazioni, nelle pareti interne degli altiforni e in decine di guarnizioni.
«Per gli operai è impossibile azzerare il rischio di intossicazione, anche se indossano la maschera» spiega ad Avvenire l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), mentre prepara la difesa di un ex dipendente Ilva morto per cancro ai polmoni.
Per tutelare operai e cittadini di Taranto, i giudici milanesi ieri hanno imposto la chiusura delle attività siderurgiche entro 90 giorni.
Avvocato, è possibile una bonifica in extremis nei prossimi tre mesi?Servirebbe un miracolo.
O, meglio, una improvvisa assunzione di responsabilità che manca da decenni da parte di Governi di ogni colore.










