Alla fine la reprimenda diretta di Matteo Piantedosi è arrivata. A quattro giorni dagli scontri di Bologna del 20 luglio, il ministro degli Interni ha apertamente accusato il sindaco Matteo Lepore per aver convocato la piazza per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir. Già nei giorni scorsi il Viminale aveva avviato una verifica presso la questura e la prefettura di Bologna. Ma solo oggi il titolare degli interni, ospite a L’Aria che tira su La7 ha attaccato direttamente il primo cittadino, accusandolo di aver convocato la manifestazione in modo “inconsapevole“, sottovalutando “cosa sarebbe potuto accadere”. Pronta la risposta di Lepore: “Attaccare i sindaci non risolverà alcun problema di ordine pubblico, a Bologna come altrove. Al contrario, le istituzioni che si attaccano a vicenda danno forza a chi si oppone ad esse”.
Il riferimento è allo striscione presente al presidio di piazza Roosevelt, in cui Lepore e Piantedosi sono messi sullo stesso piano. “Questo avviene – commenta il sindaco – perché c’è chi mette le forze dell’ordine, i ministri, i sindaci dalla parte di chi sbaglia, a prescindere”. “Bologna ha vissuto il dramma della morte di un uomo: una morte tragica, dolorosa e soprattutto evitabile – prosegue -. Per questo, la nostra città non smetterà mai di chiedere verità e giustizia”. E conclude: “Io continuo a mantenere la mia linea. Le istituzioni devono essere unite davanti alle tragedie e devono isolare i violenti. Prendo atto che non c’è la stessa volontà da parte del Governo”.











