Bologna, 28 luglio 2026 – Il nervoso braccio di ferro tra Bologna e il Governo continua. Da una parte del tavolo ancora il sindaco Matteo Lepore, da ieri sotto scorta dopo le minacce di morte ricevute via social (che stanno continuando, da quanto si apprende) per aver convocato in piazza il 20 luglio una manifestazione per Abderrahim Fakir, morto il giorno prima durante un intervento della polizia nella periferia bolognese del Pilastro, seguito dalla notte di guerriglia che ha portato a devastazioni, auto bruciate, scritte violente e a un bilancio di oltre 60 agenti feriti. Dall’altra parte Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, e Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera.

Il viceministro Sisto: “Comportamento ai limiti del dolo eventuale”

L’esponente di Forza Italia l’altra sera ha bollato la decisione di Lepore come “ai limiti del dolo”: “Purtroppo la violenza è diventata il filo conduttore del modo di protestare – puntualizza il viceministro –. Ricordo tante manifestazioni pacifiche di protesta in cui la democrazia ha trionfato,oggi invece si protesta con la violenza e questo dipende anche da alcune scelte assolutamente inopportune. Mi riferisco a quella del signor Lepore, una scelta ai limiti del dolo eventuale, cioè accollarsi il rischio che possa accadere un evento così grave. Attaccare le divise vuol dire attaccare lo Stato, su questo mi aspetto dalle opposizioni una sinergia e un aiuto: la difesa di Lepore è stata inopportuna. I provvedimenti di sicurezza si sono dimostrati indispensabili e necessari per marcare la differenza fra uno Stato remissivo e uno Stato che interviene a tutela dei cittadini”.