Continuano gli strascichi della manifestazione convocata da Matteo Lepore, sindaco di Bologna, a poche ore dalla morte di Abderrahim Fakir al Pilastro senza avere informazioni, se non quelle preliminari. Una manifestazione criticata ampiamente a livello politico, che però ha scatenato anche altre critiche, esagerate e censurabili, contro il sindaco, che è stato costretto a presentare denuncia per la sua tutela, come riferito dal Corriere di Bologna. Lepore si è presentato presso la questura per sporgere denuncia, portando con sé il materiale raccolto sia dai suoi profili social che quello arrivato privatamente.“Lepore ti vogliamo come Fakir”, si legge in alcuni di questi messaggi, tra le varie minacce di morte. Non è chiara quale sia la matrice di questi attacchi, visto anche che ieri il sindaco ha pubblicamente dichiarato di essere sotto attacco come il ministro Piantedosi, costantemente nel mirino degli antagonisti e dei centri sociali. A onor del vero anche Lepore è inviso da quell’area estremista della sinistra, nonostante la sinistra moderata e democratica a cui appartiene il sindaco sia spesso molto permissiva con quelle frange, in modo da cercare di conquistare il loro voto. L’ufficio legale del Comune ha vagliato per giorni i messaggi arrivati all’indirizzo del sindaco, che poi ha deciso di procedere personalmente per “tutelarsi”.Nel frattempo continuano le polemiche, nate principalmente dalla volontà di una certa parte politica di trovare un nuovo caso George Floyd in Italia per poter cavalcare il caso contro il governo. “Polizia e Croce Rossa, a Bologna come ogni giorno, fanno il loro dovere e non ‘uccidono’ nessuno. Basta con le vergognose accuse della sinistra”, si legge in una nota della Lega diramata questa mattina. Questa mattina è intervenuto anche Matteo Renzi, che dai microfoni di Sky ha dichiarato: “Non avrei fatto come lui ma è sbagliato gettare la croce addosso a Lepore. Qui il problema non è Lepore ma il fatto che ogni volta che c’è un fatto di cronaca, la parola passa alle curve e il Parlamento si trasforma nel bar dello Sport”. Ha ragione Meloni, ha aggiunto, “quando dice che non si può alimentare l’odio contro le Forze ordine: se ci sono responsabilità personali si accertano ma non si alimenta l’odio. E aggiungo, a Meloni: non si cerca mai di alimentare l’odio come fa una parte della destra, anche alcuni ministri. Ogni riferimento a Matteo Salvini è puramente voluto”.