di
Francesco Rosano
Clima pesante in Comune e messaggi intimidatori che preoccupano. Nuovo botta e risposta con Piantedosi sugli scontri tra polizia e centri sociali
«Per caso ha la scorta o non se lo fila nessuno? Così gli troviamo degli agenti su misura per lui». «Lepore ti vogliamo come Fakir». «Speriamo che qualcuno ti pianti una pallottola in testa». Il fiume d’odio che ha travolto il sindaco di Bologna, dopo la guerriglia urbana in centro nella notte tra lunedì 20 e martedì 21 luglio alcune ore dopo il presidio convocato da Matteo Lepore in piazza Nettuno, ha proporzioni inedite anche per un amministratore abituato agli haters.
Le minacce e la denuncia-querelaNon ci sono solo gli attacchi pubblici sui social, Instagram e Facebook soprattutto (circa 18 mila commenti soltanto sotto l’ultimo post del sindaco).










