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Marco Madonia

Insulti e minacce al sindaco dopo i disordini seguiti alla manifestazione per la morte di Fakir. Il sindaco aveva sporto denuncia. Decisa una forma di tutela. Massima vicinanza a Lepore dalla famiglia del 42enne marocchino

«Lepore ti vogliamo come Fakir». «Speriamo che qualcuno ti pianti una pallottola in testa». «Per caso ha la scorta o non se lo fila nessuno? Così gli troviamo degli agenti su misura per lui». E adesso la scorta arriva davvero. Il sindaco Matteo Lepore venerdì mattina, come rivelato dal Corriere, ha presentato in Questura una denuncia-querela dopo le numerose minacce social ricevute negli ultimi giorni seguite alla notte di scontri in centro del post piazza per Abderrahim Fakir. Ora quei messaggi di insulti e minacce esplicite nei confronti del primo cittadino sono diventate un caso. Tanto che ieri si è stabilito che a tutela del sindaco verrà attivata una scorta, probabilmente leggera. I dettagli saranno approfonditi alla prossima riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza.

La famiglia di Fakir Intanto, dopo che nei giorni scorsi è stato bersaglio delle critiche di tutto il centrodestra, almeno sulle minacce è arrivata solidarietà bipartisan.L’attestato di stima più caloroso, dalla famiglia della vittima che Lepore ha voluto abbracciare in piazza lunedì sera nella manifestazione che poi è degenerata con gli scontri di antagonisti e sindacati di base. «Voglio esprimere a nome della famiglia Fakir la più profonda solidarietà al sindaco Lepore per gli insulti e minacce vigliacche subite. La fine di Fakir non si può augurare a nessuno», dice Fabio Anselmo, l’avvocato della famiglia del 42enne morto durante l’intervento di due agenti di polizia al Pilastro.