Domenica, questa domenica, è il gran giorno della Pastasciutta Antifascista, cucinata in una parrocchia cattocomunista di Ascoli Piceno e servita sul sagrato dissacrato. Cose che succedono quando i vescovi credono nella Costituzione invece che nel Vangelo. Ma allora, nella logica cattolica dell’et-et anziché in quella settaria dell’aut-aut, e dunque in nome dell’ecumenismo, per accogliere altri gruppi e altre avversioni si organizzino anche le seguenti bisbocce: l’Aragosta Anticomunista, il Piccione Antiambientalista, il Caviale Antidemocratico, il Casumarzu Antieuropeista, il Lampredotto Anticalendiano… (Non pretendo una polentata antiabortista o una gnoccata antiadozioni omosessuali, per queste occorre che Papa Leone nomini qualche vescovo cristiano).
E se la pastasciutta antifascista fosse solo l'inizio?
Partiamo dalla celebrazione di domenica ad Ascoli Piceno, ma perché fermarsi là?















