BADIA POLESINE (ROVIGO) - Salta la sede individuata per la Pastasciutta antifascista, iniziativa che domenica si sarebbe dovuta svolgere al circolo Noi di Crocetta. Una disponibilità che secondo gli organizzatori, sarebbe venuta meno. A renderlo noto sono le stesse associazioni promotrici, che in un comunicato esprimono «rammarico e sorpresa» per la decisione di «non concedere più lo spazio per lo svolgimento della Pastasciutta antifascista». Nella nota firmata da Antonella Toffanello (Anpi provinciale Rovigo), Miriam Rossi (Spi Cgil Rovigo), Giancarlo Lovisari (Arci provinciale Rovigo) e Pieralberto Colombo (Cgil Rovigo) le associazioni esprimono disappunto per una decisione che non contribuisce a promuovere i valori democratici alla base della convivenza civile. L'iniziativa, patrocinata dal Centro documentazione polesano e da Libera, richiama il gesto compiuto dalla famiglia Cervi il 25 luglio 1943, quando offrì una pastasciutta agli abitanti di Campegine per festeggiare la caduta del fascismo.
LE DICHIARAZIONI «L'appuntamento si rinnova nel segno della condivisione, della memoria e dei valori che hanno ispirato la famiglia Cervi: antifascismo, libertà, giustizia e democrazia - scrivono i rappresentanti delle associazioni -. Sono trascorsi 83 anni dalla storica pastasciutta, un gesto semplice ma potente, che continua a vivere ogni anno in centinaia di luoghi nel mondo, unendo generazioni nel ricordo e nell'impegno civile». Le associazioni respingono pure l'idea che la manifestazione possa essere letta come un momento di contrapposizione politica. «La Pastasciutta antifascista non è un momento di divisione, ma un'occasione di memoria, partecipazione e riflessione sulla libertà e sulla democrazia, valori che dovrebbero tenere insieme tutte le persone».Nel comunicato viene richiamato il legame tra Resistenza e Costituzione. «La nostra Costituzione nasce dalla Resistenza e si fonda sul rifiuto del fascismo», scrivono gli organizzatori, citando le parole del presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Zuppi: «L'inchiostro bellissimo con cui è stata scritta la nostra Costituzione ha dentro cose chiarissime, come per esempio i valori dell'antifascismo». Da qui la conclusione: «Parlare di antifascismo significa richiamarsi ai valori costituzionali che appartengono a tutta la comunità democratica». «Prendiamo atto della decisione, ma non possiamo condividerla - chiude la nota -. Continueremo a promuovere iniziative che tengano viva la memoria, difendano i principi costituzionali e favoriscano la partecipazione civile».












