Roma, 24 luglio 2026 – ll presidente americano, Donald Trump, si prepara a scatenare l’inferno, mentre il conflitto con l’Iran inizia a impattare sempre di più sulle tasche degli italiani, ma non solo. Il numero uno della Casa Bianca ieri ha dichiarato ad Axios di stare “considerando un attacco enorme”, ben superiore a quelli visti durante l’operazione Epic Fury. Dall’operazione, però, rimarrebbe fuori Israele. “Non abbiamo bisogno di nessuno”, ha sentenziato il tycoon, che ha aggiunto che Tel Aviv “si unirebbe in due minuti”.

La minaccia degli Houthi

A preoccupare c’è il fatto che gli Houthi, la milizia filo iraniana in Yemen, rimasta fino a questo momento sostanzialmente silente, minaccia di chiudere lo Stretto di Bab el Mandeb all’imboccatura del Mar Rosso, fondamentale per il traffico di materiale energetico, ma soprattutto di merci e che ieri ha affermato di avere colpito due petroliere saudite. L’Unione Europea lancia l’allarme, Trump afferma che, se questo dovesse succedere, l’Iran verrebbe considerato responsabile.

Teheran si prende burla di Trump

Teheran, però come sempre non si fa intimidire. Ieri il presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf si è burlato dell’amministrazione americana sui social. “Volevano punire l’Iran. Hanno finito per punire sé stessi con il petrolio a tre cifre. Strategia da 10 e lode” ha scritto su X. Secondo Reuters, poi, la Repubblica Islamica avrebbe trasportato in Yemen questo mese comandanti del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, consiglieri militari e attrezzature missilistiche e per droni. Tutto, insomma, fa pensare a un allargamento del conflitto.