La guerra nel Golfo si allarga anche al Mar Rosso e dopo Hormuz si infiamma anche lo stretto di Bab al Mandab. Gli Houthi dello Yemen, alleati dell'Iran, attaccano due petroliere saudite. Il greggio schizza oltre i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, borse giù. Ira di Trump che minaccia 'gravi punizioni militari' sia a Teheran sia agli Houthi e dice di essere vicino a decidere 'un attacco massiccio' contro l'Iran, 'più grande di qualsiasi altro'. "D'ora in poi - aggiunge - tutti i danni alle navi saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono". La replica di Teheran: "Precedente esplosivo". Per la tredicesima notte consecutiva partono i raid: si attiva la difesa aerea a Teheran, esplosioni in diverse città del sud del Paese. I media iraniani, in risposta, riportano di attacchi su Kuwait, Bahrein e Giordania. Crosetto si augura che 'con i nuovi attacchi Usa Teheran non ampli il perimetro del conflitto'.

Araghchi: 'Confisca? Precedente esplosivo, nessun bene sarà al sicuro'

"L'appropriazione indebita dei beni di un'altra nazione per far fronte a future rivendicazioni non correlate costituisce un precedente esplosivo". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Chi si rallegra o trae profitto da tali fondi - aggiumge dovrebbe ricordare: una volta che i governi normalizzano la confisca, i beni di nessuno sono al sicuro. Il caos che ne consegue non sarà né piacevole né pacifico". Il presidente degli Usa Donald Trump aveva affermato che "tutti i danni causati alle navi saranno risarciti con i fondi iraniani che gli Stati Uniti detengono e controllano".