Donald Trump ha avuto oggi una riunione nella Situation Room per parlare di potenziali nuovi attacchi all'Iran. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il presidente valuta di lanciare un'operazione su larga scala di breve durata per spingere Teheran a negoziare.
La tregua fra Iran e Stati Uniti è sempre più appesa a un filo. Dopo aver annunciato per l'ennesima volta l'imminenza di un accordo, Trump ha deciso di alzare il tiro. E nel Golfo Persico sono tornati a soffiare venti di guerra, con Teheran che ribatte colpo su colpo ai raid statunitensi. E con una petroliera colpita da un missile Usa al largo dell'Oman che ha surriscaldato il clima anche tra Washington e New Delhi: 21 marinai indiani sono stati tratti in salvo e almeno 3 risultano dispersi, con il governo Modi che ha convocato il rappresentante diplomatico americano.
L'Iran "sta perdendo tempo, da loro solo chiacchiere, e ora dovrà pagarne il prezzo", ha minacciato il commander-in-chief dopo una notte di fuoco incrociato, dicendosi pronto ad ordinare nuovi attacchi contro le centrali elettriche e i ponti iraniani". Non più, dunque, solo raid "difensivi e proporzionati" come quelli di rappresaglia per l'abbattimento di un elicottero Apache. "Li abbiamo colpiti duramente, e li colpiremo duramente anche oggi", ha minacciato il presidente Usa dallo Studio Ovale a margine della firma del Secure America Act, la legge che porterà nelle casse delle autorità per l'immigrazione 70 miliardi di dollari. Trump ha comunque ribadito la sua voglia di raggiungere un'intesa che, afferma, "è fatta e va solo firmata". Un accordo che metta fine al conflitto e gli consenta di svincolarsi da una "debacle che lo sta trasformando - nota il Financial Times - in una sorta di Jimmy Carter nella crisi degli ostaggi del 1979.










