La crisi geopolitica e militare in Medio Oriente raggiunge un nuovo punto di non ritorno, con la Casa Bianca pronta a spingere l’acceleratore su una risposta bellica di vasta scala. Il presidente degli Stati Uniti ha aperto scenari di forte e immediata intensificazione del conflitto, lasciando intendere che l’opzione militare sul tavolo sia ormai alle battute finali prima del via libera definitivo.
“Sto valutando un attacco massiccio. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti”, ha detto Donald Trump ad Axios, dicendosi consapevole che la sua decisione avrà conseguenze e sottolineando di non aver ancora deciso in via definitiva.
Sul fronte strategico e dottrinale, la replica di Washington alle posizioni di Teheran rimarca una linea d’azione priva di mediazioni. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha spiegato che la politica del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran è “testa per occhio”, dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la dottrina di difesa di Teheran è quella di “occhio per occhio”.
Lo stesso capo della diplomazia statunitense si è poi espresso sul ruolo dei ribelli yemeniti nelle dinamiche di scontro dell’area. I ribelli Houthi dello Yemen sono stati “raggirati” dall’Iran e indotti ad attaccare le navi mercantili nel Mar Rosso. “Gli Houthi sono stati per lo più intelligenti e si sono tenuti fuori da tutto questo durante il conflitto, ma ora a quanto pare si sono lasciati ingannare, prendendo di mira l’Arabia Saudita e le sue navi”, ha aggiunto Rubio. “Spero che riducano la tensione, perché credo che gli Houthi, francamente, siano stati raggirati dagli iraniani”. In merito al conflitto nel Medio Oriente, Rubio ha anche detto che “l’Iran implora un accordo”, ma “sembra non sia pronto a negoziare, ogni volta che propongono un accordo, lo rompono o lo modificano”. “Il prezzo da pagare per l’Iran sta aumentando, aumenterà ogni notte finché non rinsaviranno”.












