Ore di forte tensione attorno all’Iran, mentre i mediatori internazionali intensificano gli sforzi per una via d’uscita diplomatica.
Donald Trump è tornato a minacciare Teheran, avvertendo che se non accetterà in tempi rapidi un’intesa del Paese “non resterà più nulla”.
Dopo una telefonata con il tycoon, Benjamin Netanyahu si è detto pronto a ogni evenienza, sollecitando al contempo il presidente americano a prendere una decisione.
Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato l’attacco di un drone nei pressi della centrale nucleare di Barakah, definendo l’escalation “inaccettabile”.
“Per l’Iran il tempo stringe: è meglio che si diano una mossa — e in fretta! — altrimenti non rimarrà più nulla di loro. Il tempo è essenziale”, ha dichiarato Trump, che ha trascorso il fine settimana alla Casa Bianca tra riunioni con i più stretti consiglieri e brevi sortite sul green. Il presidente ha avuto una conversazione di circa mezz’ora con il premier israeliano su una possibile ripresa degli attacchi contro Teheran che, secondo il New York Times, sarebbero già in fase di preparazione.










