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Greta Privitera

Teheran: «Rinviare il dibattito sul nucleare». Israele: «Ucciso il capo di Hamas a Gaza»

Lasciatosi alle spalle il tempio del Cielo (o del Paradiso) a casa di Xi Jinping, Donald Trump non aspetta nemmeno di rimettere piede a Washington per ricominciare a minacciare la Repubblica islamica. Già sull’Air Force One dice ai giornalisti che gli Stati Uniti «potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare un po’ di pulizie», rivendicando di aver «spazzato via le loro forze armate di fatto».

Nell’ennesimo giorno della marmotta fatto di dichiarazioni a ripetizione, la televisione amica gli offre il solito palcoscenico confortevole per sparare a raffica. Nella notte, al programma «Hannity» di Fox News, Trump ricorda che «con l’Iran non avrò molta pazienza». Alla domanda se avesse sottovalutato la capacità di resistenza di Teheran, replica: «Non ho sottovalutato nulla. Li abbiamo colpiti duramente. Guardate, non abbiamo toccato i loro ponti. Non abbiamo toccato le loro reti elettriche. Possiamo distruggere tutto in due giorni». Sul nucleare ribadisce le condizioni americane parlando di un possibile stop dell’arricchimento: «Vent’anni sono sufficienti, ma serve un certo livello di garanzie, devono essere veri vent’anni».