L’esercito israeliano ha annunciato che sta conducendo attacchi contro Hezbollah nella regione di Tiro, nel sud del Libano, nonostante il cessate il fuoco che sarebbe in vigore da quasi un mese. In precedenza, l’Idf aveva dichiarato in un altro comunicato che «droni esplosivi» lanciati da Hezbollah erano caduti nel nord di Israele senza causare vittime e aveva denunciato una “nuova violazione” dei termini del cessate il fuoco. Questi ulteriori attacchi durante la tregua avvengono all’indomani di una nuova sessione di colloqui tra Israele e il Libano a Washington, definiti come «positivi» dal Dipartimento di Stato americano.

La guerra all’Iran sta a Trump come l’attacco alla Jugoslavia sta a Hitler? Il paragone è forse azzardato, ma l’oggettivo indebolimento con il quale il presidente Usa si presenta a Pechino è l’ennesimo esempio dell’errore strategico di disperdere l’energia in sforzi secondari. Nel caso tedesco, salvare l’alleato italiano, in grave difficoltà in Grecia, fece slittare di un mese l’invasione dell’Urss, compromettendo la possibilità che la Wehrmacht arrivasse a Mosca prima di essere fermata da fango e neve. In quello statunitense, l’imbarazzo degli alleati per la chiusura di Hormuz dimostra come gli Usa non possano combattere da soli su troppi fronti.