Donald Trump sta perdendo la pazienza per la situazione di stallo in Iran, un impasse che gli Stati uniti hanno contribuito a creare, è tornato a minacciare nuovi attacchi.
Durante la sua storica missione a Pechino, durante la quale stando a quanto riferito da lui stesso non avrebbe chiesto a Xi Jinping un aiuto per convincere Teheran a riaprire Hormuz, il presidente americano ha avvertito che gli Stati uniti potrebbero tornare "a fare un po' di pulizie".
Il tycoon ha quindi sostenuto di aver accettato la tregua "per fare un favore al Pakistan" anche se lui personalmente non era favorevole all'idea. Trump ha poi sottolineato che lui e il leader cinese hanno una visione "molto simile" sulla necessità di porre fine alla guerra e di riaprire lo stretto. "Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un'arma nucleare. Vogliamo che Hormuz sia aperto", ha detto parlando della comunione di intenti con Xi.
Riferendosi ai dissidi interni iraniani, invece, Trump ha esortato i leader dei vari gruppi di potere "a trovare un accordo". Mentre sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito, il presidente americano ha minimizzato. "In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro", ha affermato. Il commander-in-chief ha poi sottolineato che uno stop di vent'anni dell'arricchimento potrebbe bastare ma "le garanzie di Teheran devono essere reali".










