Donald Trump è pronto a sferrare l'attacco finale all'Iran. Nessuna decisione definitiva è stata ancora presa, ma l'idea di chiudere la partita in Medio Oriente con il raid "più grande di qualsiasi altro" sembra tentare il commander-in-chief. Frustrato dall'aumento delle vittime americane e dalle critiche sempre più accese in casa, il presidente sembra essersi convinto che una guerra totale possa alla fine riportare la pace e infliggere un duro pesante colpo all'asse fra l'Iran e gli Houthi.

Teheran sarà ritenuta "responsabile" delle azioni dei suoi "proxy", ha tuonato il presidente sul suo social Truth minacciando "gravi punizioni militari" nei confronti dell'Iran e degli Houthi se altre navi dovessero finire sotto attacco. Gli alleati di Teheran nello Yemen hanno infatti attaccato due petroliere saudite accusandole di violato il blocco navale imposto dalle sue Forze Armate nel Mar Rosso. Un colpo che ha alzato ancora di più la tensione nel Golfo, ampliando la minaccia al di là dello Stretto di Hormuz e mettendo di conseguenza in pericolo un'altra via del petrolio. Temendo un blocco prolungato dei due crocevia, a fronte di scorte di greggio messe a dura prova dal conflitto, le quotazioni petrolifere volano. Il Brent che si è spinto per la prima volta da maggio sopra i 100 dollari al barile, mentre il Wti viaggia oltre i 93 dollari al barile. I raid e le minacce incrociate pesano anche sulle borse. Le piazze finanziarie europee hanno chiuso tutte rosso, con Milano in calo del 2,80%. Pesante anche Wall Street, dove il Nasdaq arretra del 2%.