Il libro si intitola “Storie naturali” e viene venduto con una fascetta che dice soltanto “Fantascienza?”. Siamo alla fine degli anni sessanta, i racconti sono stati scritti nei vent’anni precedenti ed escono in un momento storico in cui la fantascienza è considerata un genere di serie B. Anzi: la stessa parola “fantascienza” esiste da poco, precisamente dal 1952 quando Giorgio Monicelli di Mondadori lanciò la rivista “Urania” e si inventò una parola per dire in italiano quello che in inglese era già science fiction.