C’è stato un decennio, tra i Settanta e gli Ottanta, durante il quale l’immaginario di una generazione di lettori si è nutrito dei fumetti di fantascienza che pubblicava Alter Alter (dapprima Alter Linus), una rivista diretta da Oreste Del Buono, un intellettuale comunista libero e curioso. Indimenticabili sono i bianchi e neri retinati del Jeff Hawke di Sydney Jordan, i corpi culturisti e i colori acidi di Richard Corben, i deserti metafisici di Moebius. A quei fumettisti si sono ispirati i 291out per il loro album Alter Quantum (Tasty Treads Records). Il collettivo, qui in quintetto con l’aggiunta di ospiti, ha base a Milano, ed è attivo discograficamente dal 2013 con produzioni che elaborano le proprie realizzazioni di musica applicata e sonorità che si rifanno alle colonne sonore dei polizieschi italiani. Per questo loro ultimo lavoro, una sorta di soundtrack di un film immaginario, hanno invece saccheggiato le musiche di compositori come Riz Ortolani, Vangelis, Moroder, i fratelli De Angelis oppure di gruppi come i tedeschi Tangerine Dream e i giapponesi Yellow Magic Orchestra. Un frizzante cocktail retrofuturista che ha momenti davvero notevoli come il contagioso riff funk di Giove chiama Terra e Zeta Luna dove fa capolino la memoria dei Weather Report. Un disco godibile che mescola con intelligenza jazz rock, funk, prog e molto altro. Per rimanere nel mondo delle colonne sonore segnaliamo una bella celebrazione del centenario della nascita di Piero Umiliani con la ristampa di Smog (Cam Sugar). Il grandissimo compositore scrisse le musiche per l’omonimo film di Franco Rossi del 1962, prima pellicola italiana girata interamente negli Stati Uniti e misteriosamente scomparsa dopo aver inaugurato il Festival del Cinema di Venezia. Avendo la possibilità di utilizzare la tromba di Chet Baker e la voce di Helen Merrill, entrambi in quegli anni residenti in Italia, Umiliani per l’occasione sfoggia tutto il suo talento con composizioni per combo e orchestra di jazz in stile californiano, blues, samba, cha cha cha e persino una fantasia di canzoni napoletane. All’album originale è aggiunto un secondo cd con brani inediti, versioni alternative di assoluto valore, una incredibile Thinkin’ Blues per sola tromba, che ci restituiscono la memoria di una età dell’oro del cinema italiano nella quale il jazz ha avuto un ruolo non marginale.