Cento anni fa nasceva Amazing Stories, e cento anni fa nasceva anche la fantascienza. «Un’altra rivista letteraria! A prima vista sembra impossibile che ci possa essere spazio per un’altra rivista letteraria in questo Paese. Il lettore potrebbe chiedersi: “Non ce ne sono già abbastanza, con le diverse centinaia che vengono pubblicate ora?”. Vero, ma questa non è “un’altra rivista letteraria”, Amazing Stories è un nuovo tipo di rivista! È interamente nuova, completamente diversa, qualcosa che non è mai stato fatto prima in questo paese. Pertanto, Amazing Stories merita tutta la vostra attenzione e il vostro interesse», spiegava l’editoriale di apertura del fondatore, editore e direttore Hugo Gernsback: un lussemburghese che dopo essere emigrato negli Stati Uniti a 21 anni, nel 1905, si era lanciato in una vita poliedrica come poche.
Inventore innanzitutto: nel 1967, al momento della morte, aveva totalizzato 80 brevetti. Imprenditore: spesso non troppo scrupoloso. Scrittore lui stesso di romanzi di fantascienza non eccelsi. Pioniere dell’elettronica. Nel 1908 aveva già fondato Modern Electrics, la prima rivista al mondo di elettronica. Poi creò la Wireless Association of America, che raccolse 10mila membri in un anno. Nel 1913, stimando in circa 400mila il numero di radioamatori statunitensi, fondò The Electric Experimenter, una seconda rivista di elettronica in cui cominciò per la prima volta a pubblicare racconti di fantascienza, assieme ad articoli di giornalismo scientifico.






