La letteratura di Italo Calvino, che trasforma in romanzo l'evoluzione della vita sulla Terra con le Cosmicomiche; l'ironica angoscia di Natalia Ginzburg per la ricerca di una casa a Roma; Primo Levi che immagina un futuro attuale, fatto di macchine capaci di clonare la realtà e di intelligenza artificiale per fare poesia al posto nostro; l'analisi immaginifica di Carlo Emilio Gadda sui Promessi sposi; il grande poliziesco di Georges Simenon.
E poi ancora Pier Paolo Pasolini che fra vita delle borgate romane e antichi dolori personali racconta la nascita del suo Accattone. E l'opposta, riflessiva leggerezza di Camilla Cederna, che ci offre il ritratto mondano e ambiguo di una Parigi anni Sessanta.
Non è una fiera del libro, ma Il Giorno, con la sua capacità innovativa che attrae a sé i più prolifici e significativi intellettuali dell'Italia in cui, settant'anni fa, il quotidiano di Enrico Mattei vede la luce. Unire la grande scrittura alla cronaca è stata e sarà la cifra innovativa del giornale.









