"Cari ragazzi e care ragazze, non dimenticate lo sterminio di Gaza e i suoi responsabili". Una lettera agli ex studenti, ormai diplomati, da parte di un professore. Tanto è bastato a scatenare un’ispezione dell’ufficio scolastico regionale del Lazio, le convocazioni di studenti e docenti, almeno quattro interrogazioni parlamentari ma anche un tam tam di solidarietà e una petizione online da 11mila firme.Siamo al liceo classico Francesco Vivona di Roma, il professore di greco e latino scrive una lettera ai propri ormai ex studenti. È il 6 luglio. Appena il giorno dopo la lettera diventa notizia sulle pagine del Tempo che parla di faziosità e indottrinamento. Due giorni dopo gli studenti vengono convocati per quello che il ministero dell’Istruzione valuta essere “un atto dovuto di approfondimento da parte dell’Usr del Lazio dopo le notizie di stampa”. Un approfondimento volto a chiarire se “comportamenti di quel tipo siano abituali”, raccontano i ragazzi secondo quanto riporta Repubblica. Scatta un’interrogazione parlamentare, il caso monta e in sostegno al professore si mobilitano, oltre ai colleghi, sindacati, partiti e associazioni. Ne viene fuori una petizione "per la libertà di espressione, dentro e fuori le aule scolastiche". 11 mila firme. L'organizzazione studentesca Osa e il sindacato Usb Scuola: "Non accettiamo le ingerenze governative di un esecutivo che vuole docenti silenti, studenti delatori e una scuola gabbia".
"Non dimenticate Gaza": il caso dell'ispezione per la lettera del professore ai suoi studenti
Poche righe che fanno scattare un'ispezione dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio (e quattro interrogazioni parlamentari)










